Il compleanno dell’Italia

 E finalmente questo tanto discusso 17 marzo è arrivato … e vista l’ora va concludendosi.

Bello e importante festeggiare il compleanno della nostra nazione, soprattutto per il grande rispetto che dobbiamo avere nei confronti dei tanti che hanno dato la vita per un’Italia unita.

Sicuramente mi ha fatto sorridere sapere che qualche città dell’estremo nord non lo ha festeggiato perchè si sente più austriaca che italiana, mi ha molto rattristato però tutta la polemica sulla chiusura o meno degli esercizi commerciali. Nel mio piccolo paese un’ordinanza del Sindaco ha imposto la totale chiusura dei negozi, senza differenza alcuna … Poi, però, stamane non c’è stata alcuna manifestazione … Mi aspettavo la banda, una parata delle forze dell’ordine … qualcosa insomma …

E così mi sono “festeggiata” questo 150° compleanno a modo mio.

Prima di tutto, con un debole spiraglio di sole, ho portato i bimbi al parco, vederli correre, ridere e divertirsi è sicuramente una gioia, e un segno di unione: l’unione di una famiglia felice. Dopo pranzo ho fatto loro ascoltare l’Inno di Mameli … Lo avevano già sentito alla scuola materna e dopo un paio di volte conoscevano già la melodia … anche se con le parole abbiamo avuto qualche problema ( Scipio è un termine un pò così … )

E poi abbiamo costruito le nostre piccole bandierine dell’Italia colorando un foglio e attaccandolo a una cannuccia … Mio figlio si è chiesto se da qualche parte c’era una torta con tante candeline e chi le avrebbe soffiate … Forse tutti quei ragazzi, quegli uomini e quelle donne che hanno lottato, credendo  nell’ideale dell’Italia unita e che ci hanno permesso di poter dire “ sono un italiano “

Italia

Quello che resta di un amore





Fin'ora ( 33 anni ) posso dire di aver vissuto solamente 3 storie importanti: quella attuale con l'uomo che amo e che ho sposato, una storia breve ma che mi ha lasciato tanto dolore nel cuore ( che probabilmente era importante solo per me ) e la mia prima storia seria, quella che io definisco " col mio ex".


Lui è del mio stesso paese, avevo 16 anni quando ci siamo conosciuti e dopo poco piaciuti, lui ne aveva 18, un carattere fantastico, sempre sorridente, molto di compagnia, solare e divertente.

E' stato il primo rapporto che mi ha fatto battere il cuore, quello che ti da i brividi quando ascolti una canzone, quello che ti fa scrivere il suo nome sul diario a caratteri cubitali: un amore da adolescente.



E' durato 6 anni, periodo in cui posso contare sulle dita di una mano le discussioni o i litigi: due.


Avevamo molte affinità: entrambi odiavamo i gesti "smielosi" in pubblico, ci piaceva divertirci insieme in quella che era "la compagnia", avevamo i nostri momenti soli, ma trovavamo molto importante non isolarci dagli amici, che a quella età sono veramente importanti. Non siamo mai stati gelosi l'uno dell'altra ( o per lo meno non ce lo siamo mai ammessi ), il nostro rapporto era basato su una totale fiducia e su un fortissimo rispetto reciproco.



Poi è finita. E' finita in una maniera insolita, a ripensarci ora mi chiedo davvero come abbiamo fatto.

Io avevo 22 anni, nonostante ciò alle 2.30 avevo tassativo il rientro a casa ( i miei sono sempre stati abbastanza rigidi sugli orari ... Persino la sera dell'addio al nubilato, e avevo 28 anni, mio padre mi ha chiesto l'ora del rientro ... ). Al solito bar di ritrovo del weekend, i ragazzi organizzavano per una discoteca abbastanza lontano, sapevo che non avrei mai potuto andare, non sarei rientrata per l'orario stabilito, e così dissi al mio lui che non avrei partecipato, ma lui era liberissimo di andare, non volevo che per l'ennesima volta, rinunciasse a qualcosa per me e i miei stupidi orari.

Non so come, ma quella sera realizzai che il nostro rapporto a due mi stava stretto; avevo voglia di libertà, di non dover render conto a nessuno, desideravo gestirmi la vita senza legami. E così il giorno seguente gli e ne parlai. L'impatto non fu dei migliori ... Decidemmo di non vederci per un pò, per poter valutare se eravamo realmente essenziali l'uno per l'altra.

E qui accadde la sorpresa. Dopo due settimane ci rincontrammo ... E fu lui ad ammettere che il nostro non era amore ... era una splendida, fantastica amicizia.

So che detto così pare un frase da film, ma a distanza di 10 anni posso confermare che tra noi c'era e c'è tutt'ora un sentimento forte, ma che non può essere chiamato amore.

La parte complicata sussiteva nel fatto di riuscire a rimanere amici, senza che le malelingue e i dispetti rovinassero tutto. E' stato veramente molto difficile, a lui hanno riferito di avermi visto con chissà quanti ragazzi, a me hanno raccontato che la sera usciva e non perdeva occasione per provarci con qualsiasi ragazza gli capitasse ... Tutte falsità, e noi siamo riusciti a comprenderlo e a non cadere nella tentazione di perdere il rispetto reciproco.

Non posso dire con chiarezza come abbiamo fatto, ma 6 anni fa quando mi sono sposata, lui era al matrimonio con la sua attuale compagna, che, come mio marito, dopo un primo momento di incredulità riguardo la nostra amicizia, ha compreso benissimo che non ha nulla di cui essere gelosa.

Ed è bello poter raccontare di avercela fatta, di essere riuscita a mantere ottimi rapporti con una persona a cui hai voluto bene, con cui hai condiviso una parte importante della tua vita, senza mai cadere nel baratro delle coppie che si lasciano. Di questo vado fiera e devo ringraziare anche lui, che da tanto tempo mi apprezza, mi rispetta e mi vuole bene.

2 agosto 1980



Il 19 avrei compiuto 3 anni. Ero piccola nel 1980 e non posso dire di ricordarmi realmente cosa fosse accaduto in quella tragica giornata. Ho solo un'immagine impressa nella mente


I miei aveva una vecchia TV in bianco e nero senza telecomando e quella sera hanno seguito il tg anche se io ero presente a tavola e le immagini non erano certo adatte ad una bambina. Ricordo la grossa preoccupazione per una parente che studiava a Bologna, e che siamo riusciti a rintracciare solo il mattino seguente.


Ricordo tanti commenti, la preoccupazione di mio nonno, che aveva vissuto la guerra, le lacrime di mia nonna che ricordava gli orrori di chi il conflitto interno l'aveva vissuto a casa con dei bimbi piccoli da proteggere.


Sono sincera, non avevo la minima idea della gravità del fatto, solo l'immagine della stazione distrutta ...



Poi ho cominciato a vivere Bologna, l'ho frequentata per divertimento, per lavoro e anche da turista, e da dove vivo io, il mezzo più comodo per raggiungerla è il treno.


La prima volta che sono arrivata in stazione a Bologna avevo 17 anni e come un flash mi è riapparsa quell'immagine di 14 anni prima; ricordo di aver avuto un brivido, di aver avuto per un lunghissimo momento ... paura ... Timore che, come allora, da un momento all'altro tutto potesse crollare, la polvere, le urla i corpi straziati ...


Sono passati 30 anni da vile gesto e posso dire di aver frequantato spesso la stazione di Bologna, ma non sono mai riuscita a sostarvi dentro, soprattutto nell'anno 2001. Ero lì per la fiera del Saie, e agli ingressi erano presenti tantissimi controlli, dopo quello che era accaduto a settembre non si lasciava nulla al caso. La domenica verso le 17 sono scesa dal taxi in piazzale 2 agosto 1980, proprio davanti alla stazione di Bologna. Sono entrata, ho acquistato il biglietto per il rientro e mi sono voltata. La sala era gremita di persone, che arrivavano, che partivano, che sostavano in attesa del proprio treno ... la stessa gente che poteva esser presente quel giorno di inzio esodo ...


Di nuovo quel brivido, quell'ansia, quella paura resa ancor più forte dal forte rischio attentati che respirava ... Sono uscita, mi sono appoggiata ad un pilastro dei portici antistanti ... Nemmeno lì sarei stata in salvo, ma l'interno della stazione mi soffocava ...


E oggi, dopo anni, ripenso alla paura di quel giorno, mi chiedo che colpa avessero le vittime di quella carneficina, cosa c'entrassero con i malefici progetti degli ideatori della strage ... E un quesito continua a ripresentarsi insistente nella testa .... PERCHE' ?







I templari





Sto leggendo un libro che tratta del tesoro dei Cavalieri Templari.

Cercavo qualcosa da leggere durante l'estate e l'ho adocchiato un giovedì facendo spesa al supermercato.

Questi fantomatici eroi crociati mi hanno sempre affascinato: erano davvero così intelligenti? Qual'era la loro vera missione ? Il loro tesoro ha un valore davvero così inestimabile? E soprattutto: ma sono realmente esistiti?


Roberto Giacobbo mi piace moltissimo, il programma Voyager è un appuntamento fisso, mi piace come spiega, come ti incuriosisce e cattura la tua attenzione, e così ho messo il libro nel carrello e sono andata in cassa.

La lettura in sé riportava tante nozioni che avevo già sentito, la nascita dell'ordine, le gesta eroiche in Terra Santa, la perdita del Santo Sepolcro, la riconosciuta importanza dell'ordine da parte del Papa e di tanti regnanti. E poi il declino: la guerra che fece loro Filippo il Bello, la resa di Clemente V e il rogo del Gran Maestro, con la leggendaria fuga di 18 imbarcazioni dal porto di La Rochelle, navi che dovevano avere a bordo il grandissimo tesoro dei Templari.

Ma la mia attenzione è stata catturata da un'affermazione che mi ha davvero sorpreso.

Dopo la fuga dalla Francia, le 18 navi si sono separate e 9 sembra siano arrivate in Scozia, accolte e "coperte" dalla famiglia Sinclair. Un discendente di questa dinastia, tale Henry Sinclair, pare che, senza nemmeno molti sforzi, fosse arrivato in quello che sarebbe stato definito "il nuovo mondo" ossia il continente americano, con lo scopo di portare in salvo, il più lontano possibile dalla Francia e dai persecutori, il tesoro dei Templari che aveva accolto in Scozia. Certamente non attraccò a New York, ma con molta probabilità nella parte settentrionale del Canada, ma in alcune immagini dell'epoca appaiono uomini con copricapi piumati, e sculture di mais ... Tutte cose che sono giunte a noi dopo la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. Solo che questo signor Sinclair è vissuto all'incirca 200 anni prima.

E qui l'ipotesi che mi ha lasciato basita ...

Con un giro di parentele ( che ho dovuto rileggere un paio di volte per comprendere ), Colombo sarebbe giunto in possesso degli appunti dell'esploratore Sinclair, e che quindi, quando salpò alla ricerca di una via per le Indie, fosse pienamente a conoscenza di questa terra che avrebbe incontrato sulla sua tratta.

E dietro tutto questo ci sarebbe nuovamente l'ordine dei Templari.


Le tre caravelle con cui salpò Colombo, portavano ben impresso il simbolo templare della rossa croce

Ma davvero questi cavalieri così misteriosi sapevano dell'esistenza di un nuovo continente, erano già stati nelle Americhe, conoscevano il territorio e gli abitanti ?


Possibile che una scoperta così sensazionale come quella di Colombo, sia in realtà un progetto di un ordine che da tanto tempo risultava sciolto e che quindi operava nel segreto?


Non so se davvero esista un tesoro materiale dell'ordine dei Templari, ne se sia stato realmente nascosto e sia tuttora "in buone mani", sicuramente la conoscenza e i segreti che questi cavalieri avevano, possono essere un tesoro di inestimabile valore.

Passatempi ...

Qual' è l'hobby più gettonato per un camionista? ... pulire la propria auto !!!

E' sì, perchè in quel poco tempo libero che hanno ( ammesso che ne abbiano ) non si preoccupano, che so, di riposarsi, di fare una bella camminata a piedi col cane, di guardare la tv rilassati sul divano ... No, la prima cosa che balza alla mente è di pulire l'auto !

E quindi ci si attrezza con il bidone aspiratutto ( inserito in cima alla lista nozze ... ), la spugna, il detergente delicato per la carrozzeria dell'auto, quello che toglie anche le cakkatine di mosca ma non toglie lucentezza al metallizzato, ( poi magari per lavarsi nella doccia per loro va bene anche il sapone da bucato ), la pelle di daino per asciugarla, il detergente per i vetri ( quello che non lascia la benchè minima ombra di alone ), il lucido per i cerchi e il nero per le gomme.

E così in t-shirt mezze maniche ( mettersi a petto nudo è un pò prematuro ) si comincia con l'aspirazione di ogni singolo oggetto, briciola o polvere di terra ci sia depositato sui sedili; facendo molta attenzione alle insidiose pieghe e angoli non visibili, si ravana col tubo dell'aspirapolvere per disinfettare ogni angolo visibile e invisibile ai nostri mortali occhi.

Si sbattono le pedane, si lava accuratamente la pedana di gomma ( quella che quando sali " ... mi raccomando, i piedi sulla pedana di gomma, che hai le scarpe sporche " e tu ti fai tutto il viaggio come seduta sul wc ), si puliscono i vetri con una foga e un impegno che nemmeno il giorno del matrimonio ci hai messo tanta concentrazione, e alla fine si parte col lavaggio esterno.

E qui arriva l'apice. Si bagna l'auto con l'acqua, si passa la spugna bella carica di schiuma, si da una prima grossolana rischiacquata ... e poi si passa al pennello !!! Certo, il pennello ... Per pulire le fessure delle portiere ... ( ... a volte davvero mi chiedo se i neuroni funzionano o sono ancora in letargo ... Neuroni? ... Quali neuroni .. ?)

Si conclude con una perfetta asciugatura e per almeno 3 ore non puoi abbassare i finestrini, nemmeno se all'interno ci sono 40 gradi ... altrimenti rimane il segno!

Tutto questo per un'auto che domani tornerà a caricare due pargoli che, salendo, strofineranno i loro santi piedini infilati nelle loro beate scarpine, accanto alle portiere, si accomoderanno sui seggiolini infischiandosene se lasciano le strisciate delle suole sui sedili, e che dopo un paio di minuti a bordo, chiederanno insistentemente un pacchetto di crackers da sbriciolare comodamente.

Quindi mi chiedo: ma vale veramente la pena fare tutto questo ?

Non so per voi, ma per un camionista rompispoiler come mio marito, sì ...

E non immaginate che rabbia quando con aria mediocre guarda la sua pupilla dicendo :
_ Sì ... insomma, ci ho dato solo un colpaccio ... La prossima volta la lavo meglio ... _

neve a lume di candela

Martedì, dalle mie parti, era in atto una bufera di neve. Dalle finestre si vedevano i fiocchi sbatacchiati dal vento posarsi sull'asfalto, sulle piante, sui prati, rendendo il tutto simile ad una puntata del cartone Heidy.



Già da lunedì eravamo reclusi in casa, causa tosse e febbre di Pietro, così abbiamo trascorso il pomeriggio di martedì a cercare nuovi giochi per trascorrere la giornata.



Improvvisamente un black out ci ha oscurato il soggiorno ... Fortunatamente erano le 16.30 e ancora un pò di luce entrava dalle finestre.



Il grosso problema era il riscaldamento, il cibo in frigorifero, infatti, poteva essere tranquillamente trasferito sul davanzale della finestra.




Verso le 18, però, la corrente non era ancora tornata e così ho pian piano illuminato la casa con tutte le candele disponibili. I miei piccoli sono rimasti estasiati, per loro le candele erano utili solo nei compleanni. Ho raccontato loro che quando mia nonna era una bambina, le lampadine non esistevano e quando veniva sera si poteva vedere solo grazie alle candele.


Presi dall'enfasi dell'illuminazione cerata mi hanno subito fatto una richiesta " ... mamma, guardiamo un cartone in dvd con le candele accese ". Ho dovuto anche spiegare loro che senza la corrente elettrica non si poteva guardare la tv ( ... mamma, ti sei sbagliata, si chiama luce non corrente ), e così hanno optato per un album da colorare. Ho messo una candela sul tavolino e, inginocchiati, hanno riempito pagine e pagine di colore.




Poi, il grande problema è arrivato: la pipì. Pietro non ne voleva sapere di fare pipì con la luce della candela; in primo luogo era sicuro che non avrebbe trovato il pisellino nelle mutande perchè non lo vedeva e poi non avrebbe visto nemmeno dove si dirigeva il getto, con l'enorme rischio di farla fuori. Dopo 5 minuti di discussioni abbiamo trovato un'ottima soluzione: l'avrebbe fatta da seduto.




Mi accingevo a preparare la cena, pregustando un momento romantico e intimo accompagnato dalla soffusa luce delle candele, quando improvvisamente la luce è tornata. I bimbi hanno immediatamente abbandonato i loro giochi e hanno richiesto a gran voce il dvd di Tom e Gerry.


Con un pò di tristezza ho spento le fiammelle traballanti delle mie candele, addio cenetta romantica, addio luce soffusa, addio atmosfera da sogno ...

La vera guerra di Troia

Il rapimento di Elena, il viaggio della flotta greca, gli epici combattimenti nella piana di Ilio, fino alla conquista della città grazie al celebre stratagemma del cavallo di legno: l'Iliade e l'Odissea ci hanno narrato lo svolgimento della guerra di Troia fin nei minimi particolari. Una storia che affascina da quasi 3000 anni, ma che ha anche sollevato molti dubbi sulla sua veridicità.

E' credibile quello che racconta Omero?

I suoi poemi sono un resoconto fedele di un evento storico?

Oppure la guerra di Troia non è altro che il frutto dell'immaginazione del poeta?

La causa dello scoppio della guerra di Troia è tradizionalmente identificata nel rapimento di Elena, moglie di Menelao, re di Sparta, da parte del principe troiano Paride, figlio di Priamo e fratello del successore al trono Ettore.

Tale spiegazione dei fatti è più leggendaria che reale: è la giustificazione di un conflitto per motivi personali. Ma la questione del rapimento di Elena può essere un riflesso dell'importanza che nell'Età del Bronzo si attribuiva alle donne per stringere o distruggere delle alleanze. L'affronto doveva essere vendicato in ogni caso, così come il furto del tesoro reale di Sparta che Paride ed Elena avevano portato con sé a Troia.

Il regno più potente della Grecia era quello di Micene, governato da Agamennone, a cui si rivolse il fratello Menelao dopo il rapimento di Elena. Fu lanciato un proclama generale e tutti i sovrani micenei si decisero di partecipare alla spedizione: Nestore di Pilo, Achille di Ftia, in Tessaglia, Diomede di Tirinto, in Argolide, Aiace di Salamina, Idomeneo di Creta. Una potente flotta si radunò nel porto di Aulide, dove gli dei richiesero il sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, e poi salpò verso Troia.

Navigatori e pirati provetti, i Micenei erano abili nelle azioni di sbarco. Al segnale del comandante, con rapide spinte dei remi, le navi si arenavano di prua e i membri dell'equipaggio saltavano a terra protetti da frombolieri e arcieri. I frombolieri, fanti leggeri dotati di fionda, riuscivano a colpire un nemico situato a 50 metri di distanza lanciando loro i proiettili a una velocità di quasi 200 km all'ora; gli arcieri potevano centrare il bersaglio a 150 metri, o perfino a 300 di distanza se utilizzavan il cosiddetto "arco composto", come quello impiegato da Ulisse per uccidere i pretendenti di Penelope nell'Odissea, formato da un pezzo centrale di legno in cui si inserivano altri materiali dotati di grande forza di propulsione, come le corna di capra selvatica. Quando l'arco era in posizione di riposo, presentava le estremità ricurve in senso contrario a quello che assumeva in posizione di lancio; per poter montare e tendere la corda erano necessarie grande forza e abilità.

Probabilmente i Troiani cercarono di impedire lo sbarco, ma senza riuscirci; così i Greci poterono piantare l'accampamento e cingerlo con una staccionata di pietra e legno circondata da un fossato al fine di proteggersi dai carri nemici. La città di Troia era difficile da espugnare, in quanto si ergeva su una collina alta 20 metri, circondata da un muro di 350 metri di perimetro, 10 di altezza e 4 di spessore. I Troiani decisero dunque di mantenersi sulla difensiva e di non affrontare i loro avversari in campo aperto. Per fare provviste i Greci dovettero compiere delle scorrerie nella regione e vi furono carestie, discussioni per la ripartizione del bottino; in tale contesto va collocata la disputa di Agamennone e Achille che portò quest'ultimo, in collera per aver dovuto consegnargli la schiava Briseide, a rifiutarsi di continuare a combattere.

Il carattere classista della società micenea, spiega il fatto che Omero enfatizzi soltanto gli scontri tra i condottieri dei due schieramenti e i contrasti tra i nobili di una stessa formazione. Il più importante dei duelli narrati è quello che mise l'uno contro l'altro Achille ed Ettore. Una volta morto Patroclo, braccio destro di Achille per mano del troiano, il " pié veloce " ritornò a combattere e uccise il figlio di Priamo. L'Iliade si conclude con i funerali di Ettore.

Ettore, presagendo il suo destino, prima di andare a combattere incontra la moglie e il figlio. Andromaca è angosciata: ha già visto uccidere da Achille tutti i suoi familiari, non può perdere anche il marito. Cerca di dissuaderlo. " Misero, il tuo coraggio t'ucciderà, tu non hai compassione / del figlio così piccino, di me sciagurata, che vedova presto / sarò " ( II. VI, 407-9)
L'eroe risponde che combattere è un atto di responsabilità per salvare la dignità della propria famiglia. Tende infine le braccia verso Astianatte, ma il bimbo si ritrae " spaventato dal bronzo e dal cimiero chiomato / che vedeva ondeggiare in cima all'emo "
Il fiero Ettore, toccato, depone le armi e, sollevato fra le braccia il figlio, prega Zeus di riservargli una sorte gloriosa, che possa così ripagare le sofferenze patite dalla madre. Mentre Ettore va a combattere, Andromaca torna a casa in lacrime. E' lei, in un poema dominato da guerrieri solitari senza affetti, l'eroe più tragico. Non le viene risparmiato nemmeno Astianatte: Neottolemo, figlio di Achille, lo getta dalle mura di Troia su consiglio di Ulisse, per evitare che Ettore, che a differenza del prolifico Priamo ha solo un figlio, continui a vivere nei suoi discendenti. E' lo stesso Neottolemo a condurre poi Andromaca in Epiro, come concubina e preda di guerra.
Storica nr. 13/2010

Guardando amici ...

Stasera, incredibilmente, ho stirato ...

Il weekend è stato bello e le lavatrici fatte sono asciugate tutte, così finito di cenare ho acceso il ferro e contemporaneamente la tv.

Dopo la consuenta Striscia (che stasera era dedicata agli animali ) è partito il talent show più forte della tv: Amici di Maria De Filippi.

E già qui sorge il primo dubbio: sono amici tra loro o sono amici della De Filippi?

Vabbè ... in verità mi piace sentire cantare e vedere le coreografie, anche se quelle di Garofalo sembrano adatte per un film di Brass, e lui con quel sorrisino sornione ... Secondo me ha ragione la Platy quando dice che ha dei problemi col sesso e quindi si sfoga sulle coreografie.

Comunque credo che il migliore di questa stagione sia questo Pierdavide che ha composto il brano di Scanu che ha vinto Sanremo ... Le due antagoniste femminili del canto non sono male, ma non hanno il guizzo geniale del compositore pugliese.

Peccato che il talento di questi ragazzi ( a parte il cantante toscano che stecca in una maniera assurda e non so che cacchio lo continuino a tenere nel programma ... !!! ) venga praticamente totalmente offuscato dalle discussioni degli insegnanti.

La Celentano è sempre iper critica sui ballerini che non sono i suoi, gli anni passati c'erano Garrison e Steve a darle contro, mentre ora c'è un altro professore di classica che non riesce nemmeno a litigare con lei ... la sua voce lo supera di gran lunga.

E poi ci si son messi anche i professori di canto ... Dopo le passate querele tra la Di Michele e Jurman, ora la lotta è tra la Martinez e Grazia, tra Charlie e tutti i rappresentanti delle case discografiche ... Una continua discussione e una continua lotta.

Ma come si fa a sentire un maestro che dice che uno è bravissimo e l'altro che dice che non vale una cicca ... ?!!?!?!?!? Ma di solito uno o è bravo o non lo è !

Mi sa che l'unico soggetto che si salva sia proprio Platinette ...

Le piccole gioie della vita

In queste giornate di aria natalizia, ho riscoperto e piacevolmente assaporato il clima familiare ...
E non parlo di cenoni o pranzi con tutto il parentado, ma dell'affetto e della serenità che si respirano all'interno di una piccola famiglia come la mia.
Dall'antivigilia mio marito è in ferie e si occupa dei bimbi, mentre io ho continuato ad andare in ufficio. Al mio rientro verso le 13, la casa era densa di quella gioia che si vede solo nei film.
Il profumo del pranzo che mi aspettava, i bimbi che mi subissavano di notizie riguardo la mattinata trascora, il pranzare insieme ( a noi non capita mai se non la domenica di mangiare tutti insieme a mezzogiorno ), il caffè sorseggiato chiacchierando ... E il pomeriggio a nostra disposizione, progetti che immancabilmente saltano perchè i bimbi, una volta alzati dal riposino pomeridiano, o non hanno voglia di uscire o hanno qualche cartone in tv da guardare ...
Il giorno di Natale, a messa tutti insieme e rientrare a casa a piedi, mentre Gloria e Pietro canticchiano Jingle Bell ( imparata per la recita dell'asilo ) ... E la sera del 31, una cena fantastica : pastasciutta al pomodoro e pollo arrosto! Un brindisi a mezzanotte guardando dal balcone i botti sparati dai vicini, controllando che i bimbi non si sveglino e che il cane non abbia paura ...
E risvegliarsi il mattino del 1° augurandosi Buon anno ... Con tanto di brindisi a pranzo ( bè ... lì ci siamo rifatti : cappelletti in brodo, zampone con lenticchie, dolci, pandoro e spumante ).
Per non parlare del risveglio del 25 ... I piccoli che corrono giù dal letto e prima ancora di aprire i regali controllano che le renne di Babbo Natale abbiano apprezzato le carote e il pane secco ... E lo stupore e la gioia nello scartare gli enormi scatoloni e trovare proprio il regalo che avevano chiesto ... Che bello vedere la felicità nei loro occhi !
E non ci sono settimane bianche o viaggi ai tropici che compensino tutta questa armonia, questa pace, questo calore che la mia famiglia mi da ...
E l'ho riscoperto con piacere, perchè ormai i bimbi cominciano a crescere, apprezzano e comprendono i gesti, come fare l'albero e il presepe tutti insieme e presentare queste creazioni a tutti quelli che vengono a trovarci a casa. Pietro ogni mattina si alza, beve il latte e poi corre ad accendere le lucine di presepe e albero ... " Perchè, mamma, è Natale e le luci vanno accese " ; e Gloria che dopo aver scartato il suo regalo si fissa a guardare la finestra e dice " Ma come mai Bau non ha abbaiato quando stanotte è arrivato Babbo Natale con le sue renne ?"
E' bello, è stupendo poter vivere nel quotidiano i tuoi figli e tuo marito ... con tutti i piccoli grandi problemi che una famiglia comporta, con le giornate storte, quelle nervose, quelle liete ... Ma con la certezza che ogni sera, quando vado a dare loro il bacio della buona notte, vedo i miei figli sereni, addormentati nei loro letti con chissà quali sogni per la testa. E un marito fantastico ... Una persona che amo e che mi è accanto ( più mentalmente che fisicamente ... ma non posso essere gelosa di un camion ... ), che cerca in tutti i modi di rendermi felice, che adora i propri figli, che non fa loro mancare niente, anzi forse fin troppo "generoso" per quanto riguarda i loro capricci ... Un uomo che si fa in quattro per la sua famiglia ... E che quando la sera rientra stanco, riesce sempre a dedicarci il suo tempo per farci sorridere ...
Che posso fare se non ringraziare la sorte per quello che ho avuto, per quello che ho ora e per quello che spero mi resterà in futuro ... ?

Come cambiano i tempi ...

Immagino che alcuni di voi, come me, si ricordino di quando il sabato si giocava la schedina del Totocalcio ...



Ah, bei tempi ... mio padre il sabato mattina mi portava al bar con lui e mi faceva compilare con la biro la nera tutti quei pallini ... "colora di nero il cerchietto, riempilo bene ... " e nella mia ignoranza calcistica, compilavo la schedina in base ad una vena artistica ... come meglio stavano i pallini neri su quel sottile foglietto intestato di rosso ...

E poi la domenica si passava il pomeriggio con la radiolina all'orecchio, insieme alle mogli o fidanzate col muso lungo perchè mentre loro cercavano di spiegarti quel vestito carinissimo visto il sabato pomeriggio in centro, tu seguivi palpitante la voce di Ciotti che ti spiegava l'azione del momento ... E quando incontravi qualche uomo "sfigato" che non aveva la radiolina, si avvicinava con aria indifferente (per non accendere le ire della compagna ) e ti chiedeva ... " Scusi, quanto fa il Parma ... ? " ( piuttosto che l'Inter, la Juve, il Milan, la Lazio, la Roma, il Cagliari, il Catmandù ... )



E la domenica sera mio padre fisso davanti alla tv ... a controllare la schedina ... che immancabilmente veniva appallotollata con un sorriso ... "Nanì, abbiamo fatto 5 ..."

Adesso invece ... C'E' IL SEI AL SUPERENALOTTO ...






Tutta questione di pura fortuna, di beccare quei dannatissimi 6 numeri a caso, andando a pescare in date di nascita, targa della macchina su cui hai fatto l'amore per la prima volta, sul numero di telefono di quel tipo che proprio non ti filava, o l'importo dell'ultima spesa folle che ti ha svenato ...


Ma che gusto c'è ... almeno col totocalcio la sera te la potevi prendere col portiere o con l'arbitro che ti aveva fatto fare 11 ( perchè si vinceva anche col 12 ) ...





Sono sincera, adesso la domenica sera non guardo mai i programmi sportivi, quindi, magari, il totocalcio esiste ancora, e ci sono ancora persone che giocano la schedina ... Ma secondo me non c'è più l'entusiasmo di una volta ... Quando ero bambina/ragazzina, uno arrivava in paese con l'auto nuova e tutti gli dicevano ... " hai fatto 13 al totocalcio ?!" ... adesso si rincorre un 6 ...


Per dirla ai Cesaroni ...





Che amarezza ...

Da " Il corrierino delle famiglie "


Viaggio in Italia
Io conosco Margherita come le mie tasche, cosichè, arrivato davanti alla prima rampa della Futa, innestai la terza e, prima ancora che Margherita potesse parlare, le diedi spiegazioni del caso:
_ No, Margherita, il fatto che noi, pur essendo diretti a Napoli, adesso ci troviamo a dover salire invece che scendere, non significa che io abbia sbagliato strada. Perchè il Nord è si in alto e il Sud in basso, ma ciò non significa che andando verso sud non si trovino salite e andando verso il Nord non si trovino discese_
Incastrato nel sedile posteriore della macchinetta, Albertino, dimentico delle cose del mondo, stava guardando con estrema attenzione i suoi giornaletti illustrati. Margherita volse un momento il capo e lo guardò intenerita
_ Che non lo sappia, _ mi sussurrò all'orecchio _ E' un ragazzo ipersensibile e ne proverebbe un'amarissima delusione. Per lui il sud è sempre in discesa. Egli crede ancora ciecamente nella geografia_
Rimase sovrappensiero per un pò, poi sospirò
_Oggi non si può più prestar fede a niente, neppure ai punti cardinali _
A Firenze io feci il pieno di benzina e Albertino il pieno di giornaletti illustrati. Poi ci sedemmo a un tavolino di caffè
_ Quello è il campanile di Giotto _ dissi ad Albertino _ Se lo vuoi guardare è là_
Albertino stava leggendo i suoi giornaletti:
_ C'è l' O ? _
_ No: l' O di Giotto non c'entra col campanile di Giotto. Sono due cose distinte_
_ Allora niente _ rispose tranquillo Albertino continuando a leggere.
Cambiammo tre caffè ma non trovammo nessun cameriere disposto a darci retta. C'era zeppo di stranieri dappertutto, e, soltanto al quarto caffè, un cameriere ci prese in considerazione e ci rivolse un breve discorso in inglese.
_ Due campari soda e un'aranciata _ dissi io. E allora il cameriere ci guardò male e se ne andò seccatissimo, quasi offeso
_ Sono scherzi stupidi_ osservò Margherita _ Potevi rispondergli anche tu in inglese_
E siccome protestai che io l'inglese non lo sapevo, Margherita affermò che lo studio delle lingue estere è la base della vita. E' tutto quello che posso dire di Firenze.
A Roma ci arrivammo verso sera e fu una cosa improvvisa, perchè Roma è una città che sorge inaspettatamente. A una svolta ce la trovammo lì sotto, tutta intiera.
_ La città eterna _ esclamai io bloccando la macchina
Invitai Albertino a guardare Roma
_ Si vede il Colosseo ? _ s'informò Albertino senza interrompere la lettura dei suoi giornaletti
_ Si intravede appena laggiù in fondo _ risposi
_ Non fa niente _ mi rassicurò Albertino _ lo guardo dopo quando è vicino _
Allora mi rivolsi a Margherita
_ Ecco Roma _ esclamai con voce vibrante _ Guardala !_
Margherita sospirò dolorosamente
_ Non hai nessuna delicatezza, Giovannino: come si fa a pretendere che una povera donna con le ossa spezzate da dodici ore di macchina possa guardare una città così grande?_
Mi inquietai seriamente
_ Ma se quella è Roma, io non posso mostrarti che Roma !_
_ E allora un uomo deve avere il buon gusto di sorvolare. Meglio mancar d'attenzione verso Roma che verso la madre dei tuoi figli. Tu hai sposato me non Roma_
Sorvolai e mi buttai a tutta birra verso la città.
La mattina seguente, fatto il pieno di benzina per la macchina e di giornaletti per Albertino, andammo a visitare San Pietro. Mettemmo giù la macchina poco prima della piazza col celeberrimo colonnato e ci incamminammo e Albertino ci seguì leggendo attentamente le ultime Paperoavventure.
Gli feci presente che, se avesse alzata la testa, avrebbe visto la chiesa più celebre dell'universo.
_ Lo so _ mi rispose tranquillo _ c'è la fotografia sul libro di lettura_
Qui però avevo il colpo segreto di sicurissimo effetto
_ Ma sul libro di lettura non c'è quel segno rotondo li per terra_
Albertino alzò un occhio e , data un'occhiata al circoletto che gli mostravo sul selciato della piazza, vicino all'obelisco, francamente riconobbe che sul libro di lettura quello non c'era
_ A quel posto lì, nella fotografia del mio libro, c'è una carrozza_
Gli mostrai il colonnato di sinistra, gli feci notare i quattro ordini di colonne, poi lo trascinai sul circoletto famoso
_ Guarda un pò adesso? Quante file di colonne vedi ?_
Dovette riconoscere di vedere un'unica fila di colonne. Anche Margherita guardò ed esclamò che era un fatto meraviglioso.
Albertino non si entusiasmò: partì di corsa e, arrivato al colonnato, contò le colonne e poi tornò.
_ Sono sempre quattro _ spiegò riprendendo a leggere Paperino _ Quell'affare rotondo lì è un trucco. Per questo non lo hanno messo nella fotografia del libro di lettura.
_ Da quando c'è alla Pubblica Istruzione il nuovo ministro _ osservò Margherita _ bisogna riconoscere che i programmi di insegnamento son molto più seri _
Girammo fino a mezzogiorno e allora Margherita manifestò il desiderio di far colazione in una tipica osteria romana. Ne passammo in rassegna una ventina e soltanto verso le due del pomeriggio potemmo trovare quella che piaceva a Margherita.
Era, secondo Margherita, un capolavoro di color locale. Peccato che sulla targa ci fosse scritto " Trattoria bolognese "
Il menù fu fisssato, dopo lungo studio, da Margherita, e così il trattore ci portò tre zuppe alla pavese, tre cotolette alla milanese e un fiaschetto di Bardolino.
In compenso il trattore era toscano e il cameriere genovese.
_ Si potrebbe spedire qualche bella cartolina agli amici _ propose arrivati al caffè Margherita
_ Certo _ dissi io _ qualche bella veduta di Venezia con su scritto "Ricordo di Torino "
Margherita non mi diede neppure retta: l'aria di Roma ormai l'aveva ammaliata. Sospirò e disse con voce lontana:
_ Vorrei vedere Roma tutta ai miei piedi, placidamente sonnecchiare sotto il sole di primavera. E' lontano il Giardino di Boboli, Giovannino ? _
_ Bisognerebbe tornare fino a Firenze _ le spiegai con estrema dolcezza
Un'ombra di tristezza passò sul suo viso
_ Ci sarei andata tanto volentieri ... Ma a Roma le distanze sono troppo grandi ... Roma è immensa ed eterna come l'Ocenao al quale confluiscono tutti i fiumi ... Mi piacerebbe camminare sull'acqua, sentire il profumo degli abissi ... _
Poi, sempre con voce lontana, parlò di Anita Garibaldi, della Tosa e di Pio IX.

Bau ... perchè è un cane

Ecco finalmente la presentazione ufficiale del nuovo componente della famiglia




E' un piccolo cucciolo di cane, razza mista ( anche se qui si suol dire "bastardino", mi pare un termine un pò troppo dispreggiativo ), è arrivato a casa nostra domenica 9 agosto.

A onor di verità lui e mia figlia avevano fatto conoscenza un caldo mercoledì della settimana precedente, mia zia mi aveva invitato a vedere la cucciolata di Lilli, la sua cagnetta. Quando Gloria è entrata nel cortile ha aperto le braccia per abbracciare un cucciolo e lui le è corso incontro, diciamo che si sono scelti. Poi la ragazza che lavora con me è andata proprio domenica 9 a prenderlo per regalarlo al proprio ragazzo, ma nella casa che doveva ospitarlo è scoppiato il finimondo, in quanto il cucciolo non era ben accetto.
Così, mentre noi eravamo in gelateria con un cono colante in mano, la mia collega si è presentata dicendo " Non lo possiamo tenere ... perchè non lo porti a casa tu?". Il primo istinto è stato quello di telefonare a mia zia chiedendo se il cucciolo aveva la possibilità di rientrare alla base, ma mia figlia mi ha guardato con quegli occhioni bellissimi e profondi che ha, dicendo "Mamma, lo teniamo noi il cagnolino ... "
" Amore, ma un cucciolo è impegnativo, bisogna curarlo, dargli da mangiare, farlo giocare, portarlo dal dottore"
" Lo faccio io, mamma, e Pietro ( il fratello ) mi aiuta ... Dai, mamma, possiamo ? E' vero papino che possiamo tenerlo ?"
E mio marito che davanti alla sua principessa si scioglie peggio che il cono gelato che aveva in mano ha sentenziato
" Proveremo a tenerlo, ok? Ma se piange o disturba lo riportiamo dalla sua mamma, ok "
E così il cane ha trovato la sua nuova casa nel giardino della mia.
Direi che è bravo, non ha mai pianto la notte, non abbai quasi mai, se non un giorno che ha ringhiato contro un maremmano ... ( che coraggio, dico io). Il giorno dopo l'arrivo ho posto ai bimbi la questione del nome. " Come chiamiamo il cagnolino ?"
Si sono guardati a lungo, con aria impegnata e seria, poi hanno sentenziato
" BAU "
" Bau ?!?!?! Ma che nome è ?!?!?"
" Lo chiamiamo Bau perchè assomiglia al peluches di Pietro che si chiama Bau anche lui, e poi perchè è un cane ... e i cani fanno Bau"
" E Bau sia ... ma se era un gatto lo chiamavamo Miao? Se un uccellino Cip ? E se un vitellino Muuu? E se era un puledrino ?!?!? Eh, la cosa si faceva complicata !"
Da qualche giorno però, dopo aver visto il dvd di Red&Tobi, Gloria ha sentenziato che il suo cane si chiama Tobi di nome e Bau di cognome ... Povero cane ...
Comunque, tra vaccinazioni, mangiare, cure, cuccia e annessi e connessi ... mi sa che il cane si ciuccerà i pochi soldi che restano a fine mese, però devo ammettere che è molto dolce, gli piace giocare, rubare le ciabatte e sgranocchiarle ( ma questo vizio gli e lo sto facendo perdere ) e soprattutto quando gioca coi bimbi, sono un quadretto veramente fantastico.
Direi che l'arrivo di Bau ha portato una ventata di divertimento, di gioco, di passeggiate col guinzaglio e una serie di cacchette sparse per il giardino, cacchette che puntualmente raccoglie la sottoscritta ... E anche questo è un aspetto da non sottovalutare ...

Ciao ...

Buongiorno a tutti, a chi mi ha cercato durante le ferie e a chi mi ha atteso fino ad oggi ... speravo di tornare in ufficio e di pubblicare un post su Bau, il nuovo membro della famiglia, piccolo cucciolo di cane che i miei figli hanno adottato, ma, purtroppo, devo dedicare il mio primo pensiero ad una persona splendida che non c'è più.
Venerdì si è andata diffondendo la voce per il paese che Annamaria, la mia prof di inglese, se n'era andata, aveva lasciato questa vita, era volata verso il cielo. Nessuno degli interlocutori da me contattati voleva credere a questa voce, a queste insinuazioni, poi purtroppo è arrivata la conferma. Annamaria era morta, causa un infarto o un aneurisma ... ma questo di fronte al dolore della sua scomparsa non ha molta importanza.
Annamaria è diventata la mia professoressa di inglese in terza superiore, si era appena laureata, e quando ce la siamo trovata davanti abbiamo subito pensato fosse una studente un pò tardona ... Aveva un sorriso tranquillo stampato sul viso, un sorriso che raramente perdeva, solo in quelle situazioni in cui il suo ruolo di professoressa lo imponeva ...
Abbiamo fatto diverse gite con Annamaria, la prima era organizzata dal provveditorato agli studi, ed era sulle Alpi Orobie, cinque giorni di camminate in montagna, di risate, di cene in riva al fiume con la luna in cielo e la neve alle spalle ... E poi la gita dell'ultimo anno a Praga ... quanto ci siamo divertiti.
Io in inglese non andavo bene, malapena arrivavo alla sufficienza quando copiavo, ma le ore trascorse con lei erano ugualmente belle ... Appena ho saputo della sua morte mi è tornato alla mente un episodio strano, non di quelli importanti nella storia di un'amicizia, ma comunque un flash che ti è rimasto impresso nei tuoi ricordi ... In quarta superiore eravamo delle patite di Jon Bon Jovi, lo trovavamo un ottimo cantante un "figo da paura", Annamaria ci aveva trascritto i testi delle canzoni e durante una lezione di giugno ( di quelle dove si conclude poco, visto che ormai le vacanze sono finite ) abbiamo cantato Always e Bed of roses a squarciagola ...
E adesso lei non c'è più, se n'è andata in una calda giornata d'agosto, tanto calda che il marito aveva portato i bimbi in montagna per trovare un pò di refrigerio dall'afosa Reggio Emilia ... Ha provato più volte a chiamare la moglie, quella donna che amava e con cui era così felice, ma ne a casa ne sul cellulare ha ottenuto risposta, fino a chiamare i suoceri, a cui è toccata la triste scoperta ...
Lunedì sera siamo andate al rosario e ho seguito la funzione seduta guardando il volto della mamma di Annamaria ... gli occhi erano arrossati, la bocca stanca recitava l'Ave Maria in modo lento e le parole uscivano trascinate ... lo sguardo perso nel vuoto della chiesa; mi sono chiesta cosa poteva passare nella mente devastata da un dolore simile, e poi ho notato che lei, come tante mamme che purtroppo mi è toccato vedere, non piangeva. Probabilmente le sue lacrime le aveva terminate ... o forse lei, come tutti noi, pensava ai bimbi, ai due bimbi di Annamaria, piccoli, indifesi a cui qualcuno doveva spiegare che la mamma era volata in cielo, che non li avrebbe più svegliati col suo sorriso al mattino, che non avrebbe più dato il bacio della buona notte la sera, quella mamma che li adorava più della sua stessa vita ... quella mamma a cui tutti volevano bene, anche i suoi alunni, gli ex alunni e tutti quelli che la conoscevano ...

Ciao Annamaria, è stato un piacere conoscerti e un dolore forte perderti.

... CHIUSO PER FERIE

Oggi è l'ultimo giorno di lavoro, poi per due settimane l'ufficio rimarrà chiuso, e di conseguenza anche la mia connessione ... direi che posso tranquillamente darvi appuntamento al 25 agosto ... per chi ci sarà o avrà voglia di esserci.

Non mi resta che augurarvi un buon ferragosto e due strepitose settimane !




Buone ferie !!!!

Il fantasma

Io adoro leggere, mi è sempre piaciuto fin da bambina, quando mi facevo rileggere all'infinito i libri in modo da impararli a memoria e poi fingevo di leggerli io ... e quando vedo mia figlia che segue le mie orme ... sorrido ...

Si siede sul divano e dice al fratello " vieni che ti leggo un libro " ... e non sbaglia una parola!

Mio padre mi ha sempre bonariamente deriso perchè quando leggo non mi rendo conto del tempo che passa ... non sentivo suonare le campane a mezzogiorno, non sentivo la fame, non sentivo la sonno ... il libro mi assorbiva totalmente. Ricordo che una sera avevo appena inziato "la casa degli spiriti" di Isabel Allende, erano le 21, ho dato la buonanotte dicendo che salivo in camera a leggere, mi sono messa a letto e quando ho rialzato lo sguardo dal libro erano le 5 del mattino ... !

Mi piacciono diversi generi , dal giallo ai libri storici, ma quelli che naturalmente preferisco sono i romanzi ... Adoro gli autori sud americani, come la Allende, Marquez ... ma ultimamente ho cominciato ad apprezzare Sveva Casati Modigliani e soprattutto Danielle Steel ...

Giovedì scorso ho portato i piccoli in biblioteca, in quel meraviglioso luogo che è la biblioteca del mio paese ... Gloria è rimasta affascinata da tutti quei volumi e quando le ho spiegato come funzionava ha voluto prendere "Piccole donne" da leggere il pomeriggio quando va a letto ( io leggo, lei si addormenta) mentre Pietro ha preso un libricino sui treni.

Girovagando per gli scaffali ho adocchiato una lunghissima fila di libri dell'autrice che tanto mi affascina e così ho scelto quello con la copertina più usurata, il più vecchio. Si intitola " il fantasma" ed è veramente bello, coinvolgente, travolgente ...
L'ho quasi terminato, vorrei subito prenderne un altro della stessa autrice, ma mi sono proposta di leggere la collana che sta uscendo col Corriere il venerdì riguardo le vicende "gialle" italiane, dal delitto Dalla Chiesa a Ustica, passando da Simonetta Cesaroni.
Che dire ... a chi piace leggere i romanzi come me ... consiglio vivamente il libro che sto per terminare ...

... Questa leggera brezza estiva ...




Un amico su Facebook ha scritto "chi dice che non esistono più le stagioni di una volta ... vince un bif alla menta" ... !


E ha ragione ... ieri alle 13 quando sono uscita dall'ufficio si schiattava dal caldo, e stanotte sembrava volassero via le imposte ... questo vento avrebbe quasi rotto le pelotas ... !!!!


A questo punto il mio pensiero va ad un certo volatile che se ne sta ad honolulu spaparanzato sulla spiaggia ... e io qui in ufficio che se apro le due porte il vento si porta via tutti i fogli, e se chiudo crepo di caldo ...


Vabbè, meglio non pensarci ... E intato per radio stanno passando "tutta mia la città, un deserto che conosco ... " Altro che deserto ... qui ci sono le tempeste di sabbia !!!!

... Dipende dalle persone ...

Ieri sera alle 19.00 riunione di lavoro ...
Quando i primi di novembre sono stata contattata per lavorare qui, il mio titolare ha avuto un incidente molto grave, ha rischiato di perdere l'uso delle gambe, poi l'operazione è andata bene e anche se, come dice lui, non tornerà mai a correre, grazie a Dio è nuovamente al lavoro in officina con la stessa grinta di prima.
Non so cosa sia cambiato nel suo modo di pensare e di affrontare la vita in quei 3 mesi di ospedale, con la paura di non poter tornare quello di prima, sta di fatto che dal suo ritorno pretende molto di più dai suoi dipendenti.
Ma non ore di lavoro in più o faticate maggiori, pretende più impegno, più dedizione
"Fate come se la baracca fosse vostra " continuava a ripetere ieri sera
Le differenze tra persone si notano proprio in queste occasioni ... Io ho apprezzato molto una riunione improntata sull'impegno e la dedizione che dobbiamo mettere nel nostro quotidiano, mentre altra gente ha definito l'incontro "inutile e noioso".
Non so effettivamente a quali risultati porteranno le parole del capo, ma almeno ci ha fatto capire che se abbiamo idee che ci paiono migliori delle sue, dobbiamo esternarle, parlarne, discuterne, magari va a finire che abbiamo pure ragione noi !
Io nel lavoro sono sempre stata così, mi ci butto anima e corpo, e la maggior parte delle volte sono rimasta come si suol dire "fregata" ... dai capi, dai responsabili e soprattutto dalle colleghe, le quali invece che apprezzare il mio gesto di aiuto per il risultato comune, mi hanno sempre sfruttato alla stragrande, ridendomi magari alle spalle ... Naturale non tutte, ho avuto anche colleghe fantastiche, con cui lavorare in team, con cui si affrontavano i problemi e si cercava di coprire gli errori ... E sono quelle colleghe, che come me, hanno avuto sempre pochi elogi e molti calci nel didietro.
Alla conclusione della riunione, quando già qualcuno si era alzato, ho espresso una mia idea che avrebbe potuto risolvere un problema ...
" Ecco, vedete, è questo che io voglio ... Una persona che non c'entra nulla con l'officina, ma che si prende a cuore i problemi ... "
Eh, bè ... queste sono le frasi che mi fanno bene allo spirito ...

Tenersi stretta la vita ...











"E' una situazione seria quella che queste persone stanno affrontando, ma Michael Jackson non vorrebbe questo. Lui vorrebbe che vivessero": con queste parole Gary Taylor, presidente e titolare della MJJcommunity, il principale sito d'incontro per i fan della popstar, ha rivelato che, secondo i dati in suo possesso, almeno 12 persone si sarebbero tolte la vita per la morte del loro idolo. "Non riescono ad accettare la sua morte - aggiunge Taylor parlando a SkyNews -, sono piombati in una specie di realtà parallela. Credo che il funerale sarà il luogo in cui la realtà farà irruzione e si capirà che se n'è andato davvero e non tornerà".




Da notizie.libero.it



A me dispiace molto per Jackson che era davvero un idolo per tanti, che ha fatto davvero musica eccellente, ogni sua canzone era un successo, il ritmo dei suoi pezzi non riusciva a tenerti fermo, era davvero un mito ... però davanti ad una notizia simile mi si contrappongono alla mente altre immagini ...






VIAREGGIO: MORTO UN ALTRO FERITO, 18 LE VITTIME



L'AQUILA: 6 APRILE 2009
















Resoconto di una vacanza ...


Uno degli ultimi commenti ricevuti mi chiedeva di raccontare della mia fantastica vacanza ...

Le vacanze fantastiche sono quelle che sulla strada del ritorno ti fanno piangere per la nostalgia ...

La mia è stata una vacanza ... "ordinaria" ... spiaggia, bimbi, crema solare, sabbia, gelato dopo cena ...

E forse è proprio questo che la rende fantastica ... Il quotidiano coi miei bimbi, la possibilità di stare con mio marito tutto il giorno, senza impegni di lavoro, la colazione che dura anche mezz'ora tra le risate dei bimbi e il disastro che ogni mattina mi lasciavano sotto il tavolo ...


... Arrivare in spiaggia e cospargerli di crema protettiva per poi vederli dopo 30 secondi impanati di sabbia come una cotoletta milanese ...


... La gioia di portarseli in acqua e pian piano insegnare loro che coi braccioli possono tentare di nuotare soli, le risate che mi sono fatta quando Pietro, bevendosi mezzo mare, mi ha detto "Mamma, è un pò salata quest'acqua" ...


La dura lotta per abituare Pietro a fare pipì non nel pannolo ... E' questo è stato un arduo compito ... !
Il primo giorno di spiaggia, si è pisciato addosso 5 volte e mi guardava sempre con aria sconvolta e smarrita, poi un pomeriggio gli ho tolto il costumino per risciacquarlo prima di risalire e con un urlo tremendo mi ha lanciato un accorato grido di aiuto
" Mamma ... mi esce l'acqua dal pisellino !!!!"

Ho capito che non sapeva cosa voleva dire " fare pipì "

E così abbiamo iniziato a cercare di fargli capire e ogni volta che me lo diceva e innaffiava ogni angolo e albero del paese ( modello cagnolino ), noi a lodarlo e battergli le mani ... Sorellina compresa, che ripeteva ogni volta " ... vedi, sei diventato grande ... puoi venire alla scuola materna con me ... "


E ancora i giri dopo cena in paese, i tanti tanti tanti, troppi, 50 cent. spesi sulle giostrine ... il cono al cioccolato che immancabilmente colava sulla maglietta ... Gli innumerevoli castelli di sabbia fatti e schiacciati dai loro piedini, le prime amicizie tra bimbi sulla spiaggia ... Le camminate sul lungomare e i bimbi che fanno a gara per chi avvista più barchette di pescatori ...


E infine il nostro ( mio e di mio marito ) più grande traguardo ... Togliere il ciucio ai bimbi !!!
E' stato difficilissimo, loro lo cercavano in continuazione, la sera Gloria impiegava quasi 2 ore per addormentarsi, girando e rigirando per il suo letto con la solita cantilena " ... voglio il ciucio ... ", ma alla fine ce l'abbiamo fatta ... Ormai è un bisogno andato e martedì, al rientro dal mare, li abbiamo attaccati con una corda, nella cabina del camion di papà ...


La mia vacanza ordinaria, fatta di piccoli fatti straordinari e fantastici, si è conclusa lunedì, i bimbi sono tornati per l'ultima settimana all'asilo, il camionista è tornato ai suoi turni massacranti, e io a pagare bolli e registrare revisioni ...
Probabilmente non ci saranno per quest'estate altre settimane al mare, ma i miei piccoli momenti ordinari/straordinari li vivo ogni giorno, e quindi ...



" VIVO IN VACANZA DA UNA VITA, PERCHE' NO ...
TRA UNA DISCESA E SALITA PERCHE'
UNA RAGIONE NON C'E' ... "


... LA SFIGA MI INSEGUE ... MA IO SONO PIU' VELOCE



Mi hanno remato tutti contro ... Mio suocero all'ospedale, mia suocera bloccata con le anche, i bimbi a rischio malessere, l'installazione del nuovo programma in ufficio e il meteo ... ma ...






STASERA PARTO PER LE FERIE




Dopo cena carichiamo i piccoli in auto destinazione Liguria ... per una settimana di sabbia e mare ...


Speriamo che il tempo sia clemente, perchè ho proprio voglia di vedere giocare i bambini in riva all'acqua, ho voglia di farmi delle belle nuotate ... ho voglia di rilassarmi un pò ... !!!


L'unica cosa che mi mancherà è di non potervi salutare quotidianamente ... ma mi perdonerete per questo ... una settimana di mare non si toglie a nessuno !!!


Non mi resta che augurarvi buona settimana, darvi appuntamento a martedì 22 ... io sarò ( spero ) abbronzatissima, rilassatissima, nostalgica della spiaggia e .... BELLISSIMA ... massì, dai, concedetemi questo sprizzo di autostima ... !




Buona settimana a tutti !!!!